Dal rapporto del ministro della giustizia sulle misure cautelari e riparazione per ingiusta detenzione (pag.41)
“La riparazione può riconnettersi ad ipotesi del tutto legittime di custodia cautelare accertata ex post come inutiliter data”.
Vuol dire che l’indennizzo e’ dovuto anche quando la situazione al momento giustificava la limitazione della libertà, poi rivelatasi infondata pur senza errore del magistrato che l’ha disposta (nuove prove, remissione di querela, prescrizione del reato).
“Appare evidente come il riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione- così come del diritto alla riparazione dell’errore giudiziario di cui all’art. 643 cop – non possa essere ritenuto di per sé indice di sussistenza di responsabilità disciplinare a carico dei magistrati che abbiano richiesto, applicato e confermato il provvedimento restrittivo risultato ingiusto (stesso rapporto, p.41).
E infatti sapete quante sono le azioni disciplinari iniziate dal ministro o dalla procura generale contro magistrati per le ingiuste detenzioni?
13 nel 2017
16 nel 2018
24 nel 2019
21 nel 2020
5 nel 2021
1 nel 2022
7 nel 2023
2 nel 2024
(Pag.43 del rapporto)
Delle due l’una: o il Ministro e’ rimasto inerte senza applicare la legge (salvo oggi dire che la giustizia disciplinare è troppo perdonista) o semplicemente ha applicato i principi che la legge fissa.
L’indennizzo non sta a fronte di una responsabilità per colpa ma del fatto oggettivo che la detenzione in seguito si sia rivelata priva di giustificazione.


