L'Associazione
Nel giugno 2024, è stata costituita, in Roma, l’Associazione di Studi giuridici Giuseppe Borré e Carlo Maria Verardi, che per statuto si propone lo sviluppo della cultura e della conoscenza dei problemi della giustizia, nonché il dialogo anche su temi di carattere sociale, per la tutela effettiva dei diritti fondamentali e dei diritti della persona.
Giuseppe Borrè e Carlo Maria Verardi, entrambi magistrati che pur appartenendo a generazioni diverse sono stati animati da una stessa concezione della funzione e dell’impegno professionale, hanno coltivato questi stessi valori e hanno rappresentato per tutti i giuristi che li condividono un modello a cui ispirarsi. L’Associazione a loro dedicata vuole essere il luogo in cui mantenere vivo il loro esempio, secondo l’indimenticabile insegnamento che ci hanno lasciato.
Per il perseguimento dei propri scopi, l’Associazione intende svolgere attività di studio, di promozione ed intervento, sia organizzando, o favorendo, riunioni, convegni, seminari ed ogni altra iniziativa anche editoriale, rispondente alle proprie finalità, sia concedendo sovvenzioni, premi e borse di studio. E’ stata costituita fra dodici tra magistrati, avvocati e accademici in dottrine giuridiche, tra i quali è stato eletto il Comitato direttivo.
Stiamo vivendo in tempi di grande frammentazione, e di generale recessione sul fronte del diritto e dei diritti, tendenze che si aggiungono agli ormai sistemici problemi della giurisdizione: unirsi in uno spazio comune di riflessione, divulgazione e promozione è, prima che un dovere civico, una risorsa che viene in aiuto prima di tutto a ciascuno di noi.
LE BIOGRAFIE
Giuseppe Borrè
Giuseppe (Pino) Borrè è nato a La Spezia il 17 giugno 1932.
Entrato in magistratura nel 1958 per breve periodo ha svolto funzioni di sostituto alla Procura della Repubblica di Acqui Terme e quindi di pretore, prima a Milano e poi a Genova. Dal 1968 è stato giudice presso la prima sezione civile del Tribunale genovese, dove è rimasto per oltre dieci anni sino alla nomina a dirigente della pretura del lavoro della stessa città, nel gennaio 1979.
Un mese dopo ha lasciato Genova per la Corte costituzionale, chiamatovi come assistente da Virgilio Andrioli (già suo maestro all’Università di Pisa, e poi amico). Dopo l’esperienza della Consulta è approdato, nel dicembre 1984, in Cassazione. Eletto al Consiglio superiore della magistratura nel marzo 1986, al termine del quadriennio è tornato alla Corte di cassazione, di cui è nominato presidente di sezione nel luglio 1997.
Docente di diritto processuale civile e diritto fallimentare ha insegnato per molti anni nell’Università di Pisa.
All’attività professionale e scientifica ha affiancato l’impegno costante in Magistratura democratica, a cui ha aderito fin dai primi passi del gruppo nel 1964 e di cui è stato dirigente di primo piano a partire dalla rifondazione dopo la scissione del 1969: componente del comitato esecutivo dal 1975 al 1978, presidente dal 1978 al 1986, collaboratore di Qualegiustizia per tutto il periodo di pubblicazione (1970-1979), direttore di Questione giustizia dalla fondazione (1982).
E’ morto a Genova il 3 agosto 1997.
Carlo Maria Verardi
Carlo Verardi è nato a Reggio Calabria l’8 settembre 1958.
Entrato in magistratura nel 1984 è stato prima pretore a Forlì (dal giugno 1985 al marzo 1989), poi pretore e – senza soluzione di continuità – giudice del Tribunale di Bologna.
Componente del Comitato scientifico della Struttura di formazione professionale per i magistrati presso il Consiglio superiore della magistratura dall’istituzione della stessa (novembre 1993) fino al 1999, ha, anche in seguito, proseguito l’impegno nel settore della formazione (sia con l’insegnamento che come coordinatore distrettuale).
Nel dicembre 2000 è entrato a far parte del Comitato esecutivo di Magistratura democratica (dopo essere stato il primo degli eletti per il Consiglio nazionale al congresso di Venezia dello stesso anno).
Dal 1989 nel comitato di redazione di Questione giustizia, ne è stato condirettore dal 1999. Il suo ruolo nella rivista è stato, per molti versi esemplare: ha scritto molto ma più ancora ha fatto scrivere, ha individuato e sollecitato intelligenze e disponibilità, ha indirizzato, ha consigliato e corretto (senza farlo pesare); è stato, in altri termini, uno straordinario organizzatore culturale, convinto, nella scuola del suo maestro Giuseppe Borrè e nella miglior tradizione di Magistratura democratica, che la rivista fosse una elaborazione collettiva per cui valeva spendersi assai più che per ambizioni individuali.
È morto a Bologna il 15 settembre 2001.
IL DIRETTIVO

Rita Sanlorenzo
Presidente

Pasquale Liccardo
Vicepresidente

Riccardo De Vito
Vicepresidente

Letizio Magliaro
Tesoriere