Non è vero che la riforma serve ad assicurare la terzietà e imparzialità del giudice, perché la giustizia è già oggi amministrata da giudici terzi ed imparziali
L’asserito ’”appiattimento” dei giudici sulle richieste dei pubblici ministeri non esiste, giacché i giudici accolgono o respingono le richieste dei pubblici ministeri a seconda delle risultanze e delle prove di cui dispongono nelle diverse fasi processuali
Non è vero che il governo della magistratura sia in mano alle “correnti”.
Vi sono stati, purtroppo, casi di malgoverno; ma è del tutto falso identificare con quei casi – comunque prontamente e severamente colpiti anche in sede disciplinare dal CSM – la storia e l’immagine della magistratura e del suo organo di governo autonomo. Né può pensarsi che l’umiliante metodo del “sorteggio” valga ad evitare che in seno ai due nuovi CSM possano verificarsi pratiche clientelari e di scambio, in forme anche più surrettizie e incontrollate.
Non è vero che i magistrati siano al riparo da conseguenze per gli errori in cui siano incorsi, dovendosi precisare che:
– nessuna responsabilità è configurabile quando una diversa valutazione della vicenda processuale sia dovuta non ad errori, ma al mutamento di circostanze o a prove sopravvenute nel processo;
– per gli errori nell’interpretazione della legge, esiste un sistema articolato di rimedi processuali;
– i magistrati che si dimostrano infedeli alla legge, pagano certamente per quello che hanno commesso, come dimostra ad esempio la vicenda di cui si è reso protagonista Luca Palamara, che è stato rimosso – non da solo – dall’ordine giudiziario, e come dimostrano i casi di altri magistrati che sono stati allontanati dalla magistratura o hanno dovuto abbandonarla a causa delle loro condotte
Non è vero che il cattivo funzionamento della giustizia dipenda da inefficienze della magistratura, la laboriosità dei magistrati italiani collocandosi tra i primi posti in Europa. Essa dipende, invece – oltre che dall’incessante e disordinato susseguirsi di sempre nuove leggi e di modifiche legislative – dalla carenza di risorse materiali e dalla mancanza di personale, che è compito del Ministro della Giustizia assicurare (art. 110 Cost,)
Non si può cambiare una Costituzione sulla base di menzogne. Questa riforma, infatti, non serve alla giustizia; essa mira al contrario – per dichiarazione esplicita della stessa Presidente del Consiglio – ad evitare che la magistratura possa mettersi ancora “di traverso”. Si vuole fare in modo, cioè, che i magistrati siano soggetti non alla legge (e solo a quella), ma messi al servizio di chi pretende di imporre come legge la propria volontà, i propri interessi e il proprio potere.
Al referendum, dunque, voteremo NO


