di Davide Conti
storico, ricercatore Fondazione Lelio e Lisli Basso
È davvero un grande piacere per me essere qui questa mattina e diciamo che partire dal titolo del doppio stato di Frankel ci consente di ragionare sulla misura, sui caratteri che hanno informato la transizione dal fascismo alla democrazia nel nostro paese. Ebbe un nuovo fiorire di interesse questo testo – lo ricordo abbastanza nitidamente – nel momento in cui specie l’ultima commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi in Senato lavorò, presieduta da Pellegrino, a proposito delle vicende che avevano caratterizzato il periodo soprattutto degli anni 70/80 in Italia, in relazione al fenomeno dello stragismo, al fenomeno dell’eversione anticostituzionale contro la Repubblica, collocata nel contesto della guerra fredda che aveva in realtà appunto informato i caratteri della transizione dal fascismo alla democrazia, modificando il contesto internazionale attraverso la divisione bipolare del mondo, attraverso la rottura dell’alleanza antifascista che aveva vinto la guerra calda e che, nel passaggio alla guerra fredda, trasformava lo status degli ex alleati in nuovi nemici e simultaneamente contestualmente trasformava lo status degli ex nemici della guerra calda in nuovi strategici fondamentali alleati della guerra fredda.


