L’espressione friluftsliv si deve a Henrik Ibsen, che con questo termine intendeva il trascorrere del tempo in luoghi isolati, per il benessere fisico e spirituale.
L’idea di stare in mezzo alla natura a puro scopo ricreativo, nella cultura norvegese è oggi diventato il presupposto per un approccio “leggero” alle competizioni sportive, che non mette in primo piano l’ansia del risultato: ad esempio, fino ai 13 anni, è vietato pubblicare qualsiasi tipo di classifica legata alle prestazioni e ai risultati e i genitori di figli che praticano sport vengono accompagnati ad atteggiamenti coerenti con questa filosofia.
Il confronto con la genitorialità sportiva ansiogena italiana è impietoso.
Questo approccio meditato e sereno sta producendo risultati sportivi eccezionali per la Norvegia, dagli sport invernali al calcio.
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