di Carla Ponterio,
consigliere della Corte di cassazione
Il testo riproduce l’intervento alla sessione Città e lavoro, a cui hanno preso parte anche Rita Sanlorenzo e Sandra Burchi, nell’ambito del Festival Parole di giustizia intitolato Una città per pensare svoltosi a Pesaro, Fano e Urbino tra il 20 ed il 23 ottobre 2022
1. Il titolo di questo seminario, Città e lavoro, evoca tante immagini, alcune delle quali ormai relegate nel nostro passato e non più attuali. Ci rimanda ai luoghi, agli orari, ai tanti modi in cui il lavoro si intreccia con la città e, più esattamente, con la vita di una città.
Il traffico mattutino delle persone che si recano a lavoro, le luci accese negli uffici nei pomeriggi d’inverno, le uscite di massa dalle fabbriche, gli scioperi dei lavoratori che invadono e bloccano le strade cittadine.
Da alcuni anni a questa parte ci capita molto raramente di assistere alle uscite di massa dalle fabbriche e ancora meno di assistere ai cortei di lavoratori in sciopero. C’è invece una nuova figura di lavoratore che è molto visibile proprio sulle nostre strade, in qualsiasi angolo, a tutte le ore e con ogni condizione atmosferica: la figura del rider.
I tanti giovani, di diverse nazionalità, a bordo tradizionalmente di biciclette, che questa figura soprattutto hanno personificata, hanno lavorato per alcuni anni in una condizione in cui tutti li vedevamo, ma era come se per l’ordinamento giuridico non esistessero.


